Associazione Costruttori Edili Napoli


Blog

FEDERICA BRANCACCIO, PRESIDENTE ACEN: CON PROGETTO SIRENA E INCENTIVI FISCALI RIQUALIFICAZIONE SOCIALE ED ECONOMICA DEL TERRITORIO

“Se oggi ripartisse il progetto Sirena e a questo si associassero i benefici fiscali dell’Eco e Sismabonus, sarebbe possibile riqualificare gli immobili che hanno ricevuto le ordinanze di messa in sicurezza e molti altri nel territorio di Napoli. Infatti, coniugando gli incentivi comunali ai crediti fiscali attivati dal Parlamento per la messa in sicurezza degli immobili, si potrebbe avviare un processo di riqualificazione sociale ed economica del nostro territorio”.

Così, Federica Brancaccio, presidente dell’Acen, ricorda i benefici del progetto pubblico privato SI.RE.NA., che nelle sue tre edizioni ha consentito la riqualificazione degli edifici di ben 3.000 ettari del territorio comunale di Napoli, agendo sul centro storico urbano, sui centri storici delle periferie e le ‘zone B’ di completamento delle periferie. 1253 interventi edilizi finanziati, 1.157 cantieri attivati, 2804 sopralluoghi effettuati dalla società Sirena e dal CPT (oggi Centro Formazione e Sicurezza di Napoli) per un valore di 85,2 mln di euro di contributi pubblici assegnati pari a circa 270 mln di euro di interventi edilizi attivati.

“E’ evidente – continua Brancaccio –  l’utilità di un progetto efficace, a maggior ragione in un territorio con una percentuale elevata di edifici degradati”. Secondo i dati dell’ultimo censimento 2011, infatti, il 59% degli edifici residenziali in provincia di Napoli ha più di 40 anni, percentuale che arriva all’80% nel Comune partenopeo. “Non solo dunque una ingente quota di edifici da ristrutturare in quanto vetusti, ma anche perché antecedenti all’entrata in vigore della normativa antisismica” aggiunge la numero uno dell’Acen. Si tratta di un patrimonio di 691mila abitazioni nella provincia di Napoli e circa la metà ricade nel territorio comunale di Napoli (390mila).

“Auspico inoltre che il Decreto “Sblocca cantieri” votato in Senato – conclude Brancaccio – riceva l’approvazione della Camera e la definitiva conversione in legge perché attribuisce ai Comuni la possibilità di chiedere al Tribunale la nomina di amministratori ad acta per i condomini che, pur in caso di necessità per la pubblica incolumità, non si attivino per tempo”.

Igino Carulli

Igino Carulli